Università di Napoli
Federico II
European Chemistry
Thematic Network
INDICE | Commenti e contatti | Crediti
english home back

Riciclo della plastica


Easy Rider, una valigia trolley interamente realizzata con plastica riciclata

Si può riutilizzare la plastica, anche per usi diversi da quelli originari?

Da cosa nasce cosa: Forse un giorno ci addormenteremo tra lenzuola realizzate solo con tappi di bottiglie riciclate....

Molti oggetti oggi in commercio sono ottenuti con plastica riciclata


"Ancora Plastica" è la prima barca a vela in plastica riciclata

Se lo scafo è ecosostenibile la barca è più leggera.

Il riciclo si può fare in tre modi diversi:

1- Riciclo meccanico. Avete mai sentito dire che con 10 bottiglie di plastica riciclata si fa un maglione, con 10 flaconi una sedia e con 2 soli flaconi un freesbee? E’ ciò che fanno vedere alcuni spot televisivi. Ma come è possibile?

Bottiglie e maglioni in fibra sintetica (il cosiddetto "pile") sono fatti dello stesso materiale, un polimero di nome PET (polietilentereftalato), che "lavorato" in maniera diversa è in grado di generare, appunto, una bottiglia oppure un maglione. Stiamo parlando di riciclo meccanico: ri-lavorando le bottiglie si ottiene il "fiocco", una fibra sintetica che può essere tessuta e trasformata in un giubbotto di pile oppure in imbottiture per divani o sedili delle automobili.

Con la stessa "ricetta" si ricava una panchina da giardino con solo 45 vaschette di plastica, o un albero di natale con 31 bottiglie.

2- Riciclo eterogeneo. La qualità della plastica riciclata è migliore se in partenza è tutta dello stesso tipo, ed è meno pregiata se prodotta da materiale eterogeneo, ma è altrettanto resistente. Dal riciclaggio di miscele di plastiche diverse (riciclo eterogeneo), infatti, si ottiene una plastica "mista" di notevole resistenza e che è impiegata, ed impiegabile, in un numero praticamente illimitato di casi, dall'arredo urbano (panchine, cestini per rifiuti), all’edilizia (costruzione di pontili e recinzioni), agli attrezzi da ginnastica, ai cartelloni pubblicitari.

Un altro esempio viene dal Giappone: è da due anni operativo un impianto della Toshiba per il riciclaggio delle materie plastiche, che trasforma 250 chili di plastiche diverse in 200 litri di olio combustibile nell'arco di tempo di 11 ore. I costi di questa trasformazione sono ancora molto elevati, ma i ricercatori stanno studiando il modo di far divenire conveniente il processo di riciclaggio.

3- Riciclo chimico. Consiste nel demolire la plastica (depolimerizzazione) per ottenere nuovamente il materiale di partenza (i "monomeri"), e da questi ripartire per produrre nuova plastica. E’ quello che più si avvicina al processo ecologicamente ideale che prevede la chiusura del cerchio e non produce rifiuti.

Come si puo' realizzare questo riciclo?
Attualmente è possibile risolvere tutti i problemi tecnici relativi alla depolimerizzazione delle materie plastiche e al loro riutilizzo. Il vero problema è quello economico.

Le industrie chimiche possono trovare sul mercato, a buon prezzo e derivati dal petrolio, tutti i prodotti chimici di cui hanno bisogno. Naturalmente non sono disposte a pagare costi di raccolta e di selezione per il recupero, di cui possono fare a meno. In altri termini, i costi di riciclaggio sono oggi più alti di quelli di smaltimento. Il riciclo può essere conveniente solo in casi particolari, per es. se eseguito presso le industrie che già possiedono gli impianti adatti per la produzione di nuova plastica.

Un altro problema è che il riciclo chimico può essere applicato solo a pochi materiali (PET, poliuretani, polyammidi (nylon)).

E' compito dei ricercatori scientifici progredire in questo campo per riuscire a proporre un compromesso ragionevole fra le esigenze del mercato e quelle dell'ambiente.