Università di Napoli
Federico II
European Chemistry
Thematic Network
INDICE | Commenti e contatti | Crediti
english home back

Le plastiche degradabili

Degradabile? Biodegradabile?

I materiali da imballaggio non degradabili stanno per essere proibiti o scoraggiati in molti paesi in tutto il mondo. Lo standard EN 13432 dell'Unione Europea stabilisce le norme per le plastiche biodegradabili, e la sua introduzione in Italia e' prevista per il 2010. Da quella data i tradizionali sacchetti di plastica che da 25 anni accompagnano le nostre spese saranno messi al bando per essere sostituiti da materiali biodegradabili.

Con il termine "degradabile" si intendono tutte le plastiche che degradano (cioè si auto-distruggono) nell’ambiente. Di solito le materie plastiche non sono degradabili: la loro caratteristica è proprio di durare "per sempre" e per questo si possono considerare "biofobe". Recentemente però, e per applicazioni specifiche, sono state sviluppate plastiche degradabili.

La degradazione può avvenire ad opera di agenti diversi: alcune plastiche sono sensibili alla luce del sole, altre sono attaccate da microbi e possono essere chiamate "biofile". A volte, la degradazione è il frutto di più processi degradativi.

E' stata proposta una classificazione in tre categorie:

  • plastiche idrolizzabili, che vengono degradate dall’acqua;
  • plastiche fotodegradabili, che degradano ad opera della luce;
  • plastichebiodegradabili, che sono degradate da organismi viventi, di solito batteri.

Alcune importanti applicazioni ecologiche (cioè finalizzate a preservare la salute dell’ambiente) delle plastiche degradabili riguardano i settori dell’agricoltura e dell'imballaggio.